Valerio Staffelli

LA LAVAGNA DELLE LAMENTELE

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Si reca al Pronto Soccorso, viene rimandato a casa, muore poco dopo.

Nel gennaio del 1979 mio padre si reca al Pronto Soccorso dell’Ospedale civile di Cagliari lamentando fame d’aria e dolori al braccio sinistro. Viene rimandato a casa senza aver effettuato alcun elettrocardiogramma in quanto gli viene diagnosticato un dolore intercostale dovuto al freddo. Poche ore dopo muore di infarto davanti agli occhi di mia madre e di noi figli! Dopo lunghe ed estenuanti udienze il Tribunale Penale di Cagliari ha ritenuto responsabile il medico in 1^ istanza e successivamente in appello e cassazione, ma non sì è proceduto in quante oramai erano decaduti i termini. Nell’agosto del 2008 c’è finalmente una sentenza di primo grado (trent’anni dopo!!!) del Tribunale Civile di Cagliari, che condanna sia medico che la ASL come coobbligata, ad un risarcimento ad ogni erede. Il medico e la ASL non soddisfatti decidono di fare ricorso e chiedere la sospensione del risarcimento. Il giudice incaricato accoglie la loro istanza di ricorso e fissa l’appello per il 2013, ma condanna entrambi al pagamento di un quarto della cifra stabilita dal Giudice del Tribunale Civile. Non contenti medico e ASL fanno reclamo al Collegio per ottenere la totale sospensione del pagamento, ed anche in questo caso il Collegio non solo non concede la sospensiva ma decide per l’erogazione della metà della somma stabilita in primo grado, sottolineando
la grave perdita avuta dai figli in tenera età. Sottolineo inoltre che stanno maturando interessi dal mese di agosto del 2008, interessi che saranno a carico di tutti i contribuenti italiani, in quanto chi dovrà pagare alla fine è la ASL. Come se non bastasse il medico condannato viene nominato nell’aprile 2009, Direttore Generale alla Sanità in Sardegna, un paradosso!!!
Nell’aprile del 2013 inizia il processo d’appello, non essendoci elementi nuovi la corte dichiara di dover depositare la sentenza, la legge prevede che abbia 60 giorni di tempo per depositarla ma stabilisce questo termine come non perentorio, il che significa che è a totale discrezione del giudice, a noi non rimane che aspettare sperando ogni giorno che possa essere quello decisivo. Aspettiamo 14 mesi, ma anzichè depositare la sentenza, la corte decide di nominare un consulente che stabilisca se mio padre sarebbe morto ugualmente in caso di ricovero, questa decisione ci lascia basiti, perchè avviene dopo 14 mesi e perchè riteniamo totalmente inopportuna visto che il medico è stato condannato per aver sbagliato la diagnosi. Da parte nostra nominiamo due consulenti, un medico legale e un cardiologo, con ovviamente un esborso da parte nostra. Il consulente nominato dalla corte invia alle parti una bozza di relazione che afferma che le possibilità che mio padre si salvasse sarebbero state comunque remote anche in caso di ricovero, quasi sostenendo che mandarlo a casa, farlo guidare, rassicurarlo con una diagnosi sbagliata, era giustificabile. I nostri consulenti rispondono a questa relazione smontando punto per punto la relazione del consulente nominato dalla corte, ma il buon consulente deposita la sua relazione
senza praticamente prendere in considerazione quella dei nostri consulenti.

Si reca al Pronto Soccorso, viene rimandato a casa, muore poco dopo.
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Libretti scolastici a pagamento

Carissimo Valerio Staffelli, ti scrivo per segnalarti che presso il liceo scientifico di Avezzano (AQ) i libretti delle giustificazioni si pagano 50 euro l’uno. Ti segnalo questo in quanto vedo che state effettuano dei servizi sulla “BUONA SCUOLA” e se la buona scuola è così…….. ….viva la CATTIVA SCUOLA! !!!!!!

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Polpette avvelenate

Ciao Valerio,
mi chiamo Monica e vivo in provincia di Pistoia.
Nella nostra abitazione abbiamo dovuto far installare un impianto di video sorveglianza perchè abbiamo trovato nella nostra proprietà un pezzo di ferro con plastica (tiras) con intorno del topicida che abbiamo prontamente fatto analizzare con risultato positivo; i miei due cani ovviamente hanno mangiato il boccone avvelenato e quindi sono dovuta ricorrere alle cure prescritte dal nostro veterinario.
Mio marito è andato subito in questura a fare denuncia, ma ovviamente contro ignoti perchè, anche con grandi sospetti, non abbiamo visto nessuno compiere questo atroce gesto.
Devi sapere che il topicida ha un effetto molto ritardato nei cani rispetto ai ratti, i dolori e le emorragie interne si manifestano dopo circa 8-10 giorni praticamente quando ormai è troppo tardi per salvare i cani.
Circa un mese fa un tizio che abita a circa trenta passi dalla nostra proprietà si avvicina al nostro cancello e mio marito vede che lancia qualcosa verso i nostri due cani. Prontamente visto quello che era successo in precedenza, mio marito corre verso il cancello di casa nostra e raccoglie un rotolo di carne contenente il topicida; avverte i Carabinieri del posto i quali velocemente intervengono, trovano il topicida in casa del tizio, sequestrano il pezzo di carne avvelenato che mio marito avevo raccolto e fa veder loro anche la registrazione dell’atto compiuto da quel signore.
Hanno voluto anche la registrazione del video come prova. Mio marito ha fatto denuncia dai carabinieri e si è recato in Procura. La Giustizia in Italia è molto lunga.
Adesso viviamo impauriti perchè visto che ci ha provato due volte, sicuramente ci riproverà anche la terza o la quarta; inoltre temiamo per nostra figlia di nove anni perchè ha vissuto tutto questo è ha visto con i suoi occhi quello che è successo e quello che potrebbe riaccadere. La persona che ha fatto questo gesto ha 82 anni e i Carabinieri si sono limitati a dire:”La conosciamo questa persona”; di stare calmi e di non far niente. Io temo per la nostra famiglia e i nostri due cani.

Polpette avvelenate

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